lady gadù

ah.. maria, maria, maria gadù!
ve la ricordate quella voce di velluto che ha aperto ORA a Roma?
quella di maria gadù, la brasilianina che con il suo sound intimo e caldo la faccia da nuovomondo si è conquistata le vette delle classifiche estive itunes d'Italia.... brava gadù!
su queste frequenze postiamo “Shimbalaiê”... perfetta da ascoltare appena arriva quel minutino di nostalgia d'agosto!!

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Verso il mare

...il sole è alto e batte forte. direi che questo è il sound ideale per chi è al mare, chi in ufficio ma sogna di nuotare, e per chi viene a Lecce,alla prossima tappa dell'astronave! ..pare che per il più grande show dopo il big bang ci sia gente che si sta già incamminando. a piedi, in bici,sulla tavola da surf... this the sound of sunshine!

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michael ...is a friend of mine!!!

tra le inteviste di www.orabox.com (che era anche ieri e bari e sarà nelle prossime date del tour) c'è anche il gentle giant Michael Franti!!!

E Ora: Stefano Fontana.

“IL REMIX E’ UN’OPERA CHE VIVE DI LUCE PROPRIA... E’ UN CONCETTO CHE HA SUBITO UN NOTEVOLE CAMBIAMENTO DA QUANDO NEI PRIMI ’80 SHEP PETTIBONE, J. BENITEZ E ALTRI INIZIARONO A MANIPOLARE, TAGLAIRE ED EDITARE PEZZI ALTRUI… Nel corso degli anni alcuni remix hanno avuto più successo degli originali, legittimando il remix come una vera e propria canzone, quindi ritengo che oramai si possa parlare di un fatto musicale accettato ma anche culturale. Tanti artisti e djs devono la loro fama ai remix piuttosto che alle loro canzoni originali. La cultura del remix e' alla base del percorso artistico e produttivo di ogni producer di musica elettronica in ogni sua accezione”.

Chi ci parla del Remix è Stefano Fontana, dj, producer, e grande amico di Lorenzo.
Come si usa da queste parti, approfondiamo e remixiamo un po’ di ricordi, lavori, suoni e sensazioni!

Stefanino Fonatana è il classico bimbo timido, quasi autistico, in conflitto con papà e timoroso di affacciarsi dalla finestra del mondo. I grandi sono alieni, e così Stefanino comincia a sfogliare i primi libri di fantascienza conservati nella libreria del padre. Asimov, le collezioni Urania… i primi segnali di un futuro che il nostro DJ si immagina in una navicella spaziale… A 15 anni, cambia idea. La musica dei Kraftwerk e dei Rocketz ("sigh", aggiunge), scoperti sempre nella discoteca del papà (ma perché era in conflitto?!), l’electro hip\hop ’80, gli MC ecc lo fulminano e lo illuminano: non farà l’astronauta, ma il DJ!
Così comincia l’avventura. Fa il Tea Boys (?) in uno studio a Milano, il portaborse al Dj resident del Plastic, dove poi lavorerà per 10 anni (!), e tra un mix e un remix comincia a mettere via qualche soldo per fondare il suo studio e produrre così musica in proprio. E l’Acid Jazz (label famosa per aver scoperto Jamiroquai) si interessa al suo lavoro.
Da lì, una quantità esorbitante di tracce underground, fino al ’97, quando Saturnino gli chiede di produrre “Clima”, il suo ultimo album. Con l’aiuto del Satu, Stefano Fontana esce con il suo promo album, sotto o pseudonimo Stylophonic (Urania…), e fa il botto!
E così arriviamo a Lorenzo. Dopo aver remixato un sacco di suoi pezzi, “File not Found”, “Dal Basso”, ecc, co-produce “Buon Sangue”. “Fu per me un lancio spaziale, oltre che un’esperienza incredibile!”
“LORENZO E' UN MIO AMICO! POTREI FERMARMI QUI SE NON PENSASSI A TUTTO QUELLO CHE LUI HA SIGNIFICATO PER ME. IO IMPAZZIVO PER IL PROGRAMMA CHE CONDUCEVA A RADIO DEEJAY NEL 1987, O '88. ERA INCREDIBILE PER ME ASCOLTARE IN RADIO LA MUSICA CHE IO SENTIVO IN CAMERETTA SUONATA DA UN DJ SIMPATICO, DIVERSO DA TUTTI, PIENO DI ENERGIA. INSOMMA UNA BOMBA ATOMICA! SE LO PARAGONO AI SUOI "PARI" IN ITALIA, MI VIENE SEMPLICE CAPIRE IL PERCHE' DEL SUO SUCCESSO, E LA DISTANZA ABISSALE A LIVELLO DI VENDITE, E SOPRATUTTO DI "ENERGIA", CREATIVITA', OBBIETTIVI! INFINE LORENZO E' UNO DEI MIEI TESTIMONI DI NOZZE,GLI VOGLIO MOLTO BENE E QUANDO LO VEDO SONO FELICE!”.
Torniamo a Stefano.
Nel 2006 arriva il secondo album Stylophonic: “BeatBoxShow”, con le hit “Pure Immagination”, “Dancefloor” e “Baby Beatbox” , ed ha più successo del precedente.
Successivamente produce Bugo, Meg, e Motel Connection.
“IL LAVORO DEL PRODUTTORE E’ TOTALMENTE CAMBIATO RISPETTO A 10 ANNI FA. ORA SI E’ TOTALMENTE CONNESSI CON LA TECNOLOGIA, C SONO NUOVI PLUG IN, SOFTWARE, ECC. DA CAPIRE, STUDIARE, TRADURRE…”
Stefano ci parla della democratizzazione della musica, dovuto alla tecnologia, che ti porta necessariamente a un confronto serrato e quotidiano con realtà prima inesistenti. E’ una nuova “realtà aumentata” (Asimov…), che intasa il mercato ma aiuta nuovi talenti ad emergere e “personalmente mi eccita molto il network che avanza!”.
Anche se alla fine, ci dice, ciò che conta veramente, sono le idee e la passione, senza i quali tutto è moda effimera, quindi il nulla!

“VORREI CHIUDERE LA MIA CARRIERA DA DJ QUANDO SARO' ANCORA IN AUGE, NON MI VEDO COME ALCUNI MIEI COLLEGHI A 55 ANNI ANCORA A "SUONARE" NEI CLUB, PREFERISCO CONGEDARMI TRA QUALCHE ANNO. NEL FRATTEMPO OLTRE CHE A PRODURRE IL MIO ALBUM NUOVO DI STYLOPHONIC, STO STUDIANDO PER DIVENTARE UNA SORTA DI MINIMANAGER CHE POSSA LAVORARE E SVILUPPARE PROGETTI CUTTING EDGE E/O STARTUP CHE ABBIANO COME OGGETTO SEMPRE E SOLO LA MUSICA!”.

Parole (o meglio, slang?!) di Stefano Fontana.

Ma qui potete vedere per benino tutto il suo sound:
http://www.stefanofontana.org/
www.deejay.it/scrunch

DJ ERCOLE

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E alla chitarra: RICCARDO ONORI!!!

Ci piace davvero Riccardo Onori che molti di voi conoscono come il mitico chitarrista di Jovanotti, quello che negli ultimi anni lo ha accompagnato sui palchi di tutta Italia e d’America pure, tanto per non farsi mancare niente.
Ribadisco che mi piace davvero, non tanto per dire. Nel gruppo è il timidone con gli occhi che ridono, deve essere un curioso perso, e di sicuro pensa un sacco di cose fantastiche che poi non dice; e io che sono Ercole, anche se lo conosco molto molto poco, lo so da quando l’ho incontrato la prima volta, appena sono sbucato a Milano da nuovoMondo. Ma questa è un’altra storia.
(http://www.soleluna.com/jowemsite/indexnuvole.html).
Comunque Riccardo si lascia intervistare senza balle anche se è una rockstar, un chitarrista, un guitar hero. Ecco la vita che sognava da bambino: “nel mio mondo piccolissimo, fatto di poche persone: mia madre, mio padre, ma soprattutto mio fratello, il mio eroe. Pensavo poco e giocavo molto, il resto del mondo era in televisione con il Carosello e l'Odissea, Pinocchio e Gesù di Nazareth. Il mio passato era così breve da potermelo scordare il giorno successivo”. Generazione “Saranno famosi”, intere giornate davanti allo specchio a far finta di recitare, suonare la chitarra e a ballare. Con la musica sempre addosso, uno di quei ragazzini che strimpellava le corde della racchetta da tennis in campo, assoli e virtuosismi mentre fioccano le pallette, alla faccia del maestro.
La svolta arriva al concerto di Miles Davis: “Posso affermare con certezza che quel concerto mi ha completamente trasformato, è stato come aver visto la luce a una messa gospel”! Poi Riccardino inizia a girare tutta l’Italia con la chitarra in spalla e così conosce grandi musicisti, da Bollani a Rava, dall’Orchestra del Titanic a Irene Grandi, a Emir Deodato Dirottando su Cuba, fino a diventare il chitarrista che è senza quasi accorgersene.
(http://www.eumirdeodato.com/).
“Ancora oggi è un sogno e spero che nessuno mi svegli!”.
“Infine (si fa per dire), ho incontrato Lorenzo. Prima di suonare con lui avevo immaginato più volte di collaborare, anche se mi sembrava infattibile, dal momento che il suo produttore era anche il suo chitarrista. Ma alla fine, gli imprevisti positivi della vita … !
Grazie al mio lavoro con Lorenzo ho poi potuto condividere il palco con gente come Ben Harper, Edoardo Bennato, Piero Pelù, Mike Patton.
E qui apriamo una meravigliosa parentesi. Ve lo ricordate Patton? Il durissimo leader dei Faith no More, roba forte e metalla, la faccia cattiva dei Guns and Roses… Oggi Patton è più che mike italico, bucolico, toscanico, romantico. Al cuor non si comanda, e così l’anno scorso ha inciso “Mondo Cane”, un disco di canzoni accorate tutte italiane, nel quale, manco a dirlo, ha suonato il nostro Riccardo Onori. Chiusa parentesi, e torniamo a noi.
Il rapporto con Lorenzo è entusiasmante. “Lo conosco da 11 anni, e ogni volta riesce a stupirmi: è un vulcano. Spesso, quando siamo in procinto di creare una canzone, lui ha già in testa il panorama completo di ciò che nascerà, mentre io riesco a comprendere il tutto nell'attimo in cui la canzone è finita. Anche ai concerti: solo quando rivedo i video degli spettacoli, riesco a cogliere a pieno il significato del suo lavoro geniale. Lorenzo è universale; usa la parola, la musica e l'immagine come se fossero un’unica materia, riesce a scolpire l'elettricità!”.
Ma che tu lavoro fai?
"Il mio lavoro è un gioco costante, e non un lavoro in senso stretto. Ho sempre avuto difficoltà a dare una definizione precisa a ciò che faccio, in quanto sono convinto di essere io stesso a non poter fare a meno di suonare. La mia è più una vocazione che un lavoro, non saprei cos'altro volere".

E tu suona!

nuovoMondo\\leintervsitediErcole

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il cavallo di Maurizio

Non so se vedremo davvero Lorenzo atterrare sul palco con un cavallo volante, ma se così fosse non ci meraviglieremmo troppo, no? Anche perché il cavallo in questione, il quadrupede marrone che galoppa per il web da qualche giorno, l’ha realizzato Maurzio Cattelan, uno che gli equini li fa tranquillamente fluttuare per le grandi navate dei castelli, passare attraverso i muri, o anche "pronunciare" messaggi religiosi a due passi dal Duomo.
Il “cavallo in aria” e’ la prima copertina di ORA.
Un’icona potente, scelta per accompagnare il cavaliere Lorenzo a sconfiggere il drago e a recuperare e percorrere il senso della parola Amore alla faccia di qualunque “insormontabile” ostacolo.

Ma chi è Maurizio Cattelan? Maurizio, l’artista contemporaneo italiano più quotato nel mondo, è uno di quelli che gioca con la realtà, quella seria dei grandi temi.
E la tenta, la obbliga a giocare con lui, anzi al gioco che vuole lui: uomini e topi, la Borsa e il Papa, persino Hitler si è inginocchiato a mr. Cattelan!

Le immagini create da Catelan sono immagini forti, spesso considerate provocatorie, perché “le immagini hanno la forza di riassumere il presente e magari di trasformarlo in una anticipazione del futuro. […] forse è questo che scandalizza il pubblico, non riconoscersi ancora in quello che vedono. A me delle provocazioni non mi interessa poi granché. Delle reazioni della gente e del pubblico sì, però: un’opera d’arte non è completa senza i commenti, le parole, le idee di chi ci capita davanti. In realtà sono loro che fanno le opere. Io non faccio nulla: senza punti di vista e interpretazioni diverse l’arte non esiste. [Maurizio Cattelan, 2009].

In quest’ottica, la collaborazione tra Jovanotti e Maurizio Cattelan -non senza il lavoro del fotografo Pierpaolo Ferrari, che con Cattelan firma la rivista Toilet Paper, pubblicata due volte l'anno in 5000 ricercatissimi esemplari- rappresenta una svolta vera e propria nel pianeta Jovanotti, dove le immagini del suo “nuovo mondo” ancora di più più giocheranno con parole e suoni, accordi e disaccordi, comunicazione e ricerca, poesia e tecnologia.

Maurizio Cattelan (Padova, 21 settembre 1960) è uno scultore, manager e artista italiano, autore di opere di stampo post-duchampiano.
Le sue opere combinano la scultura con la performance, ma spesso includono eventi di tipo "happening", azioni provocatorie di rottura, pezzi teatrali, testi-commento sui pannelli che accompagnano opere d'arte sue e non, articoli per giornali e riviste, ecc. È stato definito da Jonathan P. Binstock, curatore d'arte contemporanea come "uno dei più grandi artisti post dadaisti e post-duchampiani e un furbacchione, anche".
Maurizio Cattelan inizia a lavorare a Milano, realizzando oggetti non-funzionanti, in sintonia con le tendenze del concettuale. Il debutto espositivo è nel 1991, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, dove presenta «Stadium 1991», lunghissimo tavolo da calcetto, con undici giocatori senegalesi e altrettanti scelti tra le riserve del Cesena. Già nel 1986 aveva lanciato una provocazione, con «Untitled», del 1986, una tela squarciata in tre pezzi alla maniera di Lucio Fontana, creando però la «Z» di Zorro, che sarà il suo «marchio» negli anni successivi. L'artista si guadagna un forte riscontro dal pubblico e dal mercato dell'arte. In una performance a Milano, Cattelan attacca al muro con lo scotch il suo gallerista Massimo De Carlo. METEORITI SUL VATICANO - L'opera più nota più nota di Cattelan «La Nona Ora», scultura realizzata nel 1999 che raffigura Giovanni Paolo II abbattuto a terra sotto il peso di un enorme meteorite e circondato da vetri infranti. Al centro di molte polemiche, il lavoro è stato esposto alla Royal Academy di Londra e a Varsavia e battuto da Christiès nel 2001 per la cifra record di 886 mila dollari, all'epoca equivalenti a due miliardi di lire. LA BIENNALE AI CARAIBI - Cattelan vive a New York, ma le sue provocazioni si trovano in mezzo mondo. Ai Caraibi l'artista ha organizzato la «sesta Biennale»: peccato che non ce ne fossero mai state prima e non ne siano seguite altre. L'«installazione» consisteva in due settimane di villeggiatura gratis per gli artisti invitati e nessuna opera esposta, lasciando a bocca aperta le delegazioni di critici accorsi inutilmente. Persino con la Biennale vera, quella di Venezia, Cattelan non ha scherzato. Nel '93 ha sconvolto la laguna mettendo in scena «Lavorare è un brutto mestiere», il cui obiettivo era quello di vendere a un'agenzia di pubblicità il suo spazio espositivo. L'ASINO E I DOTTORI - A New York, sulla 20esima strada, Cattelan ha aperto una vetrina minimale, la «Wrong Gallery», dove di volta in volta viene esposto un artista. È sempre un evento e i newyorkesi ne vanno matti. Le quotazioni «stellari» delle sue opere generano spesso critiche e malumori, nel mondo dell'arte e non solo. Cattelan non si è risparmiato le sue uscite spiazzanti neanche nel giorno della laurea honoris causa conferitagli dalla facoltà di Sociologia dell'università di Trento. Identificandosi con un asino, ne ha regalato uno imbalsamato all'ateneo. Titolo dell'installazione «Un asino tra i dottori».

Prima di ORA.
Tra le opere più recenti segnaliamo la discussa L.O.V.E: un enorme dito medio (11 metri di sfanculata) di marmo di carrara, eretto in piazza Affari e ben piantato di fronte alla Borsa, il tempio dell’economia. Come fa notare A. Rinaldi, per l’assessore alla Cultura è un’occasione imperdibile, quello al Decoro Urbano non la vuole, il sindaco Moratti traccheggia, nel dubbio è intervenuto Philippe Daverio: «La statua non disturba più di altre cavolate, va benissimo dov’è, attira l’attenzione su una zona meravigliosa e un po’ dimessa. Per altro, se Milano non la vuole, la porto a Bologna».

Milani says: "i nostri amministratori dovrebbero capire che il DITO di Maurizio Cattelan davanti alla Borsa, in Piazza Affari a Milano, rappresenta il solo e unico simbolo di contemporaneità, in una città ansimante e affaticata come Milano. Sarebbe un vero e proprio delitto rimuoverlo".

G. Dorfles
says: "Cattelan? Un giovane artista interessante".

Lorenzo says: “Sono da sempre un ammiratore del lavoro di Cattelan. Nell’estate 2009 ero a New York per fare concerti e una sera ho suonato sul tetto di una galleria d’arte di Chelsea per una platea di un centinaio di persone. Su quel tetto c’era Cattelan con Pierpaolo Ferrari, il fotografo che lavora con lui per la realizzazione di Toilet Paper, la rivista che esce in 5000 copie due volte all’anno. Ci siamo conosciuti e siamo rimasti in contatto”.

Infine, per la cronaca, Lorenzo è del 1966, secondo l'oroscopo cinese un cavallo di fuoco, per intenderci.

E al basso, SATURNINO!

"Il 25 Gennaio 2011 esce "Ora"ed esattamente 20 anni fa grazie a Massimo Lepore incontravo in uno studio di registrazione milanese Lorenzo Cherubini un "pennellone" di due metri con una passione per la Musica , parole e basse frequenze che non trovava precedenti in nessun essere umano avessi mai incontrato prima!
Sono passati 20 anni alla velocità della luce, è accaduto davvero di tutto, Lorenzo è diventato una specie di Francis Ford Coppola dei suoi progetti musicali e io una specie di Al Pacino all'interno dei suoi progetti musicali:-)"
____

Le piramidi son vecchie
vecchio è pure il partenone
topolino ha settant’anni
e popeye c’ha il bastone,
marilyn non invecchiò
e jim morrison neppure
ma se fossero qui oggi
tra le cose più sicure
manderebbero gli auguri
al bassista quarantenne
per il quale molte donne
hanno ancora le transenne
come un timbro sullo sterno
per sentire Saturnino
imitare il padreterno
nel creare gli universi
brevi come una canzone
per produrre l’emozione.
Saturnino ha quarantanni
giusto il tempo che il profeta
ha impiegato per condurre
il suo popolo alla meta.
Ma la meta, lo san tutti,
è illusione bella e buona
ciò che conta nella vita
è il momento in cui si suona.
Quindi caro Saturnino
strada ne abbiam fatta tanta

ma la musica che conta
è nei prossimi quaranta
quindi forza…e lavoriamo
alla prossima canzone!
perché è un po’ come nel sesso
ciò che conta è la passione
(so che qui avresti voluto altre rime
tipo:erezione, eiaculazione, collaborazione,
partecipazione, lubrificazione, eccitazione ecc, ma sai che io sono un romanticone…)
E comunque ora finisco
questa ode a Saturnino
che anche lui reagisce al tempo
come l’arte e come il vino.
Abbiam fatto tanta strada
e la musica ci vizia
ma la cosa che più conta
tra di noi è l’amicizia,
brindo dunque a questa musa!
che ci ispira e ci ha ispirato!
tanti auguri Saturnino!
dal tuo amico affezionato.

“saturnino…il tuo bassista”
spesso dice a me la gente
“no!”…rispondo… “c’è una svista!”
“sono solo il suo cantante!!!”

Lorenzo Jova Cherubini

___________________
Saturnino: le tante facce del bassista più famoso d’Italia!

A ottobre di quest’anno Saturnino ha compiuto 41 anni. Come solista ha all’attivo quattro album. Il primo (Testa di Basso) riscuote così tanti consensi di critica e pubblico al punto che la Verve (prestigiosa etichetta americana) lo include, unico artista italiano, nel suo catalogo. Le sue note biografiche recitano: “E’ considerato dalla critica più accreditata uno dei migliori bassisti sulla scena internazionale. […] Strumentista versatile capace di affrontare qualunque stile, nei suoi album si fondono strategicamente influenze che gli derivano da una cultura segnata dagli studi classici (inizia a studiare violino all’età di cinque anni) e dalla passione per il Funky, il jazz, il Rock e l’Hip-Hop”. E’ anche autore e citiamo una su tutte la firma a fianco a quella di Jovanotti,del brano “Baciami ancora”, colonna sonora dell’omonimo film di Gabriele Muccino.

E’ il motore ritmico e al tempo stesso colonna vertebrale del gruppo di Lorenzo dal 1991. A chi gli chiede se non è stufo di lavorare con lui, risponde: “Hai presente Villa Invernizzi, quella casa fantastica nel centro di Milano con i fenicotteri rosa in giardino? E’ come se chiedessi a chi la abita da vent’anni se non si è ancora stancato…Ma come si fa?!?”

Negli ultimi tempi abbiamo cominciato a vederlo in contesti sempre più diversi da quello a cui eravamo soliti pensare. Durante la settimana della Moda a Milano, ad esempio, gli hanno chiesto di suonare. Oppure lo troviamo felice e contento dietro ad una consolle per un DJ’set al fulmicotone. Appassionato di design ha trasformato l’immagine del suo viso in un logo, che vedremo stampato su un headset di cuffie stereofoniche (per I-phone, Blackberry,ecc.) progettate interamente dietro sue indicazioni tecniche, che saranno sul mercatodallaprima settimana di dicembre. Insomma, una serie di attività collaterali in cui mette in gioco le sue capacità.

Alla domanda: “Cosa ti piacerebbe raccontare di te?”, lui candidamente risponde: “Del concerto che ho fatto a settembre di quest’anno ad Ascoli-Piceno” . Reduce da un trionfale tour negli States con la band di Jovanotti, sente ancora caldo nel cuore l’accoglienza avuta dal pubblico della sua città natale. “Sono stato invitato dal comitato organizzatore della Conferenza Internazionale ACRI 2010 (Cellular Automata for Research and Industry) che ha ospitato docenti e studenti della Scuola Internazionale di Alta Formazione (Ageing Society and Technologie). Si è trattato di un evento che ha portato nella città di Ascoli-Piceno circa 150 scienziati provenienti da più di 15 paesi del mondo. Mi hanno chiesto di presentare qualcosa che in qualche modo fondesse la Musica d’Arte (Classica, o comunque la si voglia chiamare…) con sonorità moderne. Così ho preparato dieci brani del periodo Punk e Post-Punk della mia adolescenza, con un organico particolare che comprendeva: basso elettrico, quintetto d’archi e pianoforte acustico. E’ stata un’esperienza fantastica, esaltante e Il pubblico ha accolto in maniera entusiasta!”.

wikisaturno - Saturnino Celani, meglio conosciuto semplicemente come Saturnino (per gli amici di infanzia, Nino) (Ascoli Piceno, 26 ottobre 1969), è un bassista italiano.
È apprezzato per le sue grandi capacità compositive oltre che per la sua tecnica esecutoria.
Nei suoi album si trovano diversi generi musicali, in cui sono percepibili le influenze classiche derivate dagli studi in gioventù (studia violino all'età di 5 anni), ma anche di rock, jazz, hip hop e funky.
Dal 1991 è il bassista ufficiale di Jovanotti, e ha lavorato con lui nella realizzazione di ben 8 album. Nel 1995 esordisce come solista con l'album Testa di Basso, nel quale suona, oltre al basso, chitarra e batteria. Nel 1999 ha collaborato anche alla realizzazione del brano Il mio nome è mai più, con Piero Pelù e Ligabue. Di là da Jovanotti vanta collaborazioni con Mietta, Gigi Cifarelli, Franco Battiato, Michal "Patches"Stewart, Pino Daniele, Luca Carboni, Max Pezzali, Zero Assoluto, Pippo Pollina. Produce per l'etichetta Soleluna l'opera prima di Giovanni Allevi 13 dita, e nel 2004 porta in giro per l'Italia un suo tour intitolato "Bass to the bones", con i musicisti Riccardo Onori, Dj Alladin e il giovanissimo talento Riccardo Speca, scoperto da Saturnino stesso durante un concorso di band emergenti ad Ascoli Piceno. Dopo il trionfale "Safari" tour del 2008 Saturnino torna dopo nove anni a dedicarsi a un nuovo progetto da solista uscito l'autunno del 2009. Partecipa all'ultimo video di Jovanotti "Mezzogiorno" mentre balla alle spalle del cantante.

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