Ora al cinema, e in libreria.

LA VERSIONE DI BARNEY

Per quanto mi ricordi, “la Versione di Barney” è il libro più bello che abbia mai letto.
Il film è un bel film, ma la regola “Shining” (l’unico film più bello dell’omonimo romanzo) vale più che mai per Barney Panofsky. C’è un abisso! Ma questo solo perché il libro, per quanto mi ricordi, è un vero e proprio capolavoro. Come ha scritto Francesco Merlo (mi pare), Barney è tutti noi.
Barney infatti è vizio e virtù, cinismo e poesia, lacrime e risate, rutti e classe, amore e gioco, amicizia e tradimento, arte e soldi. Quando superi le prime 100 ostili pagine (tutte di nomi!) della “Versione di Barney” ti innamori di quell’uomo che sveglia il figlio nel cuore della notte perché pensa e ripensa al nome di un oggetto che non gli viene proprio in mente; ce l’ha sulla punta della lingua, ma nulla… quello che si una per mescolare, non cucchiaio… vabbè ora non me lo ricordo. Ma nel film questo episodio del mestolo (ecco!) non c’è, e quindi il film è un bel film, ma non è la vera Versione di Barney. E dopo 300 pagine, quando Barney comincia a dimenticare anche i nomi degli amici, e delle ex mogli, e degli episodi di tutta una vita meravigliosa che alla fine hai vissuto con lui, fa venire da piangere.
E non lo dimentichi mai più.

Ercole.

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