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celebrate!!!

Mi rifugio nella musica in certi giorni.
Stacco tutto e mi rifugio nella musica come se fosse un posto dove nessuno può trovarmi.
Stamattina per esempio dovevo cominciare seriamente a pensare alla scaletta del prossimo tour ed ero davvero benintenzionato giuro che lo ero.
Però io da ORA non non so quali pezzi non suonare.E da safari? E da 94? E una tribù che balla?almeno una strofa l’ho fatta a tutti i concerti almeno a quelli italiani…e serenata rap?la facciamo o no?devo deciderlo perché il concerto è come un racconto,deve avere una trama,o meglio io devo sentirlo come qualcosa che assomiglia a un viaggio iniziatico che abbia dentro la dissoluzione e mi porti dopo a una rinascita ogni sera,insomma…quello che la musica può fare,come diceva la canzone.
Sono partito da 90 canzoni,circa 7 ore di musica,pensa un po’,senza le pause tra le canzoni e senza considerare certi assoli possibili,che le porterebbero a 8 e mezzo come minimo.Per arrivare a due ore e mezza c’è da rinunciare a qualcosa.Ammazza!
E’ che sono in un momento della mia vita che suonerei tutto,suonerei tutti i pezzi di tutti i miei dischi,.anche tutti i pezzi degli altri cantanti che mi piacciono,ballerei anche le marce funebri,ballo anche la suoneria del mio telefono quando qualcuno mi chiama,io danzo.Non è che io sia felice,parola in grado di descrivere il lampo più che il panorama,o che io sia appagato,parola che già a pronunciare la sillaba “ga” si avverte un senso di insoddisfazione,o che abbia qualcosa di specifico da festeggiare,no niente di preciso.E’ che una voce insistente dentro di me da un po’ di tempo mi dice “celebrate!” e me lo dice e me lo ridice e alle voci bisogna ubbidire,specialmente quando dicono “celebrate!”.
E allora ho staccato con la scaletta e faceva caldo qui nel mio studio e mi sono messo i calzoni corti anticipando l’estate e ho messo su una compilation che mi riservavo per un momento speciale .“Cuban Funk” roba sconosciuta a tutti,roba che non se la ricordano nemmeno quelli che l’hanno suonata,da quanto è vecchia e dimenticata.Funk con radici afrocubane e qualche audacia psichedelica.Roba molto seria,molto molto seria,da evocare i santi nella stanza.Pezzi con strutture variabili,tuboni ritmici da ballare suonati da mani esperte e notturne.
“celebrate!”
questa è la parola del prossimo tour,prima della scaletta,prima degli arrangiamenti io mi metto in cerca di parole,perché le parole suonano ,sono magiche.
ORA è una parola magica,per esempio,e il tour parte da questa parola.Ora non è un tempo,ora non è solo uno spazio,ora è il punto in cui tempo spazio materia ed energia si incrociano determinando il presente.ORA è una sostanza,una qualità che la musica più di ogni altra cosa riesce ad evocare.ORA è un pianeta ed è il viaggio verso quel pianeta,è il progetto dell’astronave,è la visione,è il sentimento,è l’emozione.
ORA et LABORA dicevano i benedettini.Monaci non senza intuizioni geniale.Non dicevano ORA e poi LABORA ma ORA ET LABORA ovvero falle insieme queste due cose,mentre fai una fai pure l’altra.Ma io non intendo ORA nel senso in cui lo intendevano i Benedettini,anche se le parole sono magiche,l’ho già detto e se uno dice ORA dice ORA e prima del significato c’è la parola,il suono.Il significato viene dopo.Chi scrive le canzoni lo sa che il significato viene sempre dopo.
E’ come il verbo ERRARE che significa sia vagare che sbagliare,e solo chi vaga trova tesori nel suo cammino,così come chi sbaglia,uguale uguale.
Mi rifugio nella musica a volte oppure è lei che si rifugia in me,e io l’accolgo volentieri.