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sul "new york times"

Mi hanno messo sul New York Times!
ecco la recensione al disco che uscirà negli Stati Uniti (e in digitale anche negli altri paesi del continent americano) per la ATO RECORDS (etichetta discografica independente tea le migliori al mondo).Ragazzi,it' s a big satisfaction,e voglio condividerla con voi,because essere sul New York Times per un italian,nella sezione degli spettacoli,is a beautiful thing.E visto che ci sono le olimpiadi proprio in questi giorni questa è una piccola ma brillante medaglia che voglio condividere con voi che siete con me in questo viaggio da una vita.La musica Italiana in america,a meno che non si parli di opera e di "belcanto" è praticamente inesistente,più o meno come la musica pop thailandese qui da noi (però a me certa musica pop tailandese piace da matti,tra l'altro,ho un paio di raccolte niente male).Il New York times parla bene del disco (che è una raccolta) e dice cose LUSINGHIERE e io le prendo e me le metto in tasca come incoraggiamento.Keep on rocking on the road,scrivere roba nuova,cercare nuove strade,puntare a tenere il sangue sempre alla temperatura giusta,quella della passione.
Qui c'è la recensione:

One album of 13 songs is hardly enough to introduce Jovanotti — the stage name of Lorenzo Cherubini — to American audiences. In a career that has made him a superstar in Italy, Jovanotti has been an intellectual and a scamp, a rocker and a rapper, a poet and a provocateur, a cynic and a romantic. His songs have delved into myth, comedy, protest, reflection and romance. “The class photos don’t look like me anymore, though all my flaws are still intact,” he sings in “Mezzogiorno” (“Midday”), “And every scar is an autograph from God.” Jovanotti’s debut compilation in the United States, “Italia 1988-2012” (ATO), presumes Americans prefer three-chord, semi-spoken rockers. But it also glimpses some of Jovanotti’s other modes in songs like the orchestral waltz “Una Storia D’Amore” (“A Love Story”) and the new “Con la Luce Negli Occhi” (“With the Light in Our Eyes”), a chant cum rap, backed by the twang of a Brazilian berimbau, that envisions “an antique-future music” on the radio. There’s far more to Jovanotti, but this album is a start.

http://www.nytimes.com/2012/08/05/arts/music/new-music-by-lianne-la-hava...