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ORA (la scheda di presentazione)

JOVANOTTI
ORA
(ahora; now; maintenant; jetzt; ara; nu; τώρα; الآن; 现在; כשיו…)
(ogni cosa è illuminata)

La ics e la ypsilon, la ypsilon e la ics. Il qui e l'ORA, l'alto e il basso, il sopra e il sotto. L'uomo e la macchina, la psiche e la techne. Il passato e il futuro ma soprattutto il presente, la forma e il contenuto. Hello Kitty e Tarantino, l’Orlando Furioso e Topolino. Il 3D e il 4D, la partenza e il ritorno, il primo, il secondo e il contorno…

Il nuovo disco di Lorenzo Jovanotti Cherubini è un big bang spazio-temporale fotografato nell’attimo in cui tutta la materia viva si apre nel nulla dell’universo e diventa forma, colore, energia. E’ un grande centro da cui tutto esplode e si espande, con un cuore pulsante di una sola parola di tre lettere, ORA. Perché non racconta solo di quanto sia bello essere qui, ma addirittura di quanto questo bello sia meglio del prima e di quanta pochezza abbia dentro ogni nostalgia. Perché il più grande spettacolo dopo il Big Bang siamo noi. Perché ORA, che ci piaccia o no, c’è più possibilità, più varietà, più scelta, più novità. C’è più libertà, o meglio c’è più modo di essere pura libertà, anziché predicarla e guardarla da fuori. ORA è un disco con una forte componente biologica, in questo senso: è radicato in quanto lo ha preceduto e accetta il mutamento, la trasformazione che fanno posto al nuovo, così come un fiume sacrifica i suoi estuari e mille rivoli che si perdono nella terra per fare posto al flusso dell’acqua che scorre verso il suo estuario naturale.

Tutto è in movimento, dopotutto, anche noi.

L’originalità è stata anche il punto centrale su cui costruire questo nuovo disco. Un album come “Safari”, con le sue 600mila copie vendute, era una sirena al cui richiamo cui nessun Ulisse si sarebbe permesso di dire di no. Rifare “Safari”, in fondo, poteva essere un’idea. E invece “Ora” è un’altra cosa, viene da un altro luogo, ha altri riferimenti, si smarca e danza sulla frontiera dell’aspettativa, al bivio tra una nuova partenza e l’eterno ritorno. E’ un disco in cui la materia vitale, il contenuto, sono stati forgiati in tante forme diverse, in canzoni che creano un unicum strabordante di suggestioni. E la forma è divenuta contenuto, fin dalla scelta iniziale, che è quella di far ascoltare l’album nella sua versione basic o in quella deluxe. Il paesaggio cambia, non cambia l’intensità.

Così in ORA troverete Jovanotti al 150%. C'è il Jovanotti delle canzoni d'amore, quelle scritte per farti baciare sulle labbra chi ti piace, e farlo subito. C’è il re del ritmo, the rhythmatist, il profeta elettrico, il niño quimico, il guru sintetico, il ragazzo folk e stornellatore di Cortona. Ci sono Mozart e Pinocchio che si tengono a braccetto, c’è il Jovanotti che scrive per il dancefloor e fa ballare anche i muri, c’è il mai sopito amore per i viaggi che diventano musica, dall’Afrique c’est chic al New York state of mind. C’è l’impalcatura dell'hip hop a sorreggere tutta la costruzione, anche se dell’hip hop formalmente non c’è quasi traccia; c’è il reggaeman, il rastafaro, il ManuChao, il JamesBrown, cil BobMarley e in FrankSinatra, c’è il crooner e in cantautore, c’è l’uomo normale e il super eroe, il super hitmaker e il super playmaker, c’è l'MC numero uno di questa festa e la musica è la sua medicina, la musica è il suo passaporto, la musica è il suo credo e il suo Vangelo.

Nato e cresciuto in un anno lungo e difficile per Lorenzo, preceduto da un importante lavoro di scrittura e dalle session fatte con la sua band (Saturnino, Riccrado Onori, Frank Santarnecchi, Christian Rigano, Alex Alessandroni Jr., Gil Oliveira e la supervisione del produttore Michele Canova Iorfida), ORA è stato registrato a Milano ed è impreziosito dalla presenza di amici importanti e prestigiosi come AMADOU & MARIAM, come CESARE CREMONINI, come il fratello americano MICHAEL FRANTI, come LUCA CARBONI e quelle due parole dette a quasi vent’anni di distanza dal tour che li rese ancora più famosi.

ORA è un disco di sintesi e sintetico. C’è la sintesi assoluta di una città come New York, in cui questo disco è stato in qualche modo covato. C’è la scelta di un suono nuovo, sintetico, di un’elettronica calda, con un forte elemento umano a plasmarla e renderla suggestiva e potente. E come sempre con Lorenzo non è un disco che racconta quello che succede, ma lascia affiorare tutto quello che potrebbe succedere, racconta uno scenario e non le storie che lo compongono. La sintesi si ritrova anche nel linguaggio, raramente così iperbolico e incisivo, diretto e in azione, a dimostrazione che non si smette mai di crescere e di superarsi, e che per quante vittorie tu possa aver collezionato, la partita più importante è sempre quella che hai davanti, e puoi vincerla solo se ne fai una questione davvero importante.

ORA è pronto a iniziare il suo viaggio, adesso. E con lui Lorenzo. Danzando sulla frontiera, seguendo il ritmo dei lampioni sul lungomare del mondo. Come sempre, con la passione che rende amica la sofferenza, e che gli fa dire E’ questa la vita che sognavo da bambino… Ah, la bella vita, la belle vie da vivere ora... Corri Lorè!.